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Un posto all’Ombra · Il punto in cui mi fermo

UN POSTO ALL’OMBRA — EPISODIO 009

Il punto in cui mi fermo

⚠️ Contiene spoiler fino a «La Danza delle Ombre» — Atto II.

La vita continua anche quando il capitolo finisce.

Quando la porta si chiuse dietro Sofia e Luca, Marta rimase ad ascoltare il silenzio.

Erano venuti a cercare una verità.

Se n'erano andati con meno di quanto lei sapesse.

Non aveva mentito.

Ma quella distinzione non bastava più a rassicurarla.

Continuare a tacere avrebbe protetto alcune persone decidendo, ancora una volta, che cosa gli altri potessero sapere.

Dire tutto avrebbe prodotto l'effetto opposto: avrebbe consegnato a Sofia e Luca una verità capace di trascinarli più vicino a Emanuel e a Corvus.

Marta non aveva una scelta pulita.

Aveva soltanto il compito di decidere dove dovesse finire la propria.

Andò in camera da letto, lontano da orecchie indiscrete.

Prese il vecchio telefono sicuro che aveva nascosto anni prima.

Per un istante pensò a Marco.

Aveva promesso di proteggerlo.

Quella promessa non rendeva innocente ogni decisione presa in nome della protezione.

Marta accese il telefono.

Conosceva il numero a memoria.

Chiamò Alessandro Falchi.

«Ho qualcosa per te, Alessandro. Il nome che cercavi tanti anni fa.»

Lasciò passare un istante.

«Sei ancora sicuro di volerlo?»

Dall'altra parte arrivò la risposta.

«Sono sicuro, Marta..»

Marta guardò il buio oltre la finestra.

Poi disse il nome.

«Victor Galli.»

Non Emanuel.

Non Corvus.

Solo quella chiave.

«Ascoltami, Alessandro. Questo nome potrebbe essere la tua condanna. Allora come adesso.»

Falchi non ritirò la propria decisione.

Marta non aggiunse altro.

«Ti sto dando solo una chiave.»

Una chiave non era una strada già percorsa.

Non era un ordine.

Non era neppure un'assoluzione per chi l'aveva consegnata.

«Decidi tu se usarla.»

Falchi le chiese perché proprio adesso.

Marta non cercò una spiegazione capace di renderla innocente.

«Perché il tempo è finito.»

Quando la chiamata terminò, Marta rimase immobile per qualche secondo.

Sapeva di aver messo in moto qualcosa di rischioso per tutti.

Ma quella volta aveva riconosciuto almeno un confine.

Aveva scelto ciò che consegnare.

Non avrebbe scelto anche ciò che Alessandro avrebbe fatto dopo.

Era quello il punto in cui si fermava.